[SFIGA?] La sfiga NON esiste ma quando è presente abbraccia ogni aspetto della nostra vita …

sfiga

La sfiga è un’amante fedele e non ti abbandona neanche quando sei nella merda. – Paco D’Alcatraz

“Sfiga”, questa parola è l’alibi che usiamo più spesso quando non vogliamo assumerci la responsabilità in prima persona. E se negli ultimi 5 anni la Tua vita non ha subito nessun miglioramento sostanziale è probabile che questa parola Tu l’abbia usata spesso.

Certo, potrebbe essere stata tutta colpa della sfiga se ad un certo punto della Tua vita hai smesso di seguire il sentiero della felicità e del benessere.

Del resto quando le cose vanno male a chi possiamo scaricare la colpa se non al destino e alla sfiga?

Non sono i nomi con cui chiamiamo le cose (fortuna, caso, o destino) ad impattare negativamente sui nostri pensieri e sul nostro benessere, quanto piuttosto i significati errati che diamo a queste parole.

Secondo alcune persone non esisterebbe alcuna “forza misteriosa”, a remare contro di esse, e quand’anche ammettono che la sfiga esiste, si dicono convinte che esista solo nella mente di alcune persone.

Io me lo sono sempre chiesto e forse Te lo chiedi anche Tu: perché anche le persone che dicono di non credere alla sfiga si comportano poi come se ci credessero?

In tutti i casi, che la sfiga esista davvero, o sia solo uno stato mentale, sta a noi decidere se darle potere o meno.

Certo è che quella della sfiga è una credenza limitante che va sostituita con una credenza potenziante. Meglio quindi cominciare a pensare a qualcosa che possa aiutarci a vivere la vita che meritiamo.

E’ anche vero che è piuttosto comodo avere sempre a portata di mano una buona giustificazione che ci permetta di digerire meglio le sconfitte, e questo deve essere il motivo per cui è così difficile smantellare questa credenza limitante.

Credere nella sfiga ci aiuta a toglierci ogni responsabilità di dosso, ed anche se questo ci porta a perdere un pezzo della nostra integrità, preferiamo di gran lunga convincerci che non si tratti di una nostra responsabilità ma piuttosto di eventi esterni indipendenti da noi.

Il segreto è andare avanti senza rimanere ancorati agli errori del passato, ricordando che niente è facile ma tutto è possibile.

Occorre inoltre diventare consapevoli che le uniche persone che non falliscono mai, sono quelle che non tentano mai. Tutte le altre sono destinate a commettere errori.

Basta infatti uno stupido errore ripetuto un paio di volte ed arriviamo subito a sentenziare che “non siamo bravi abbastanza”.

Ed ecco che una delusione d’amore, un’amicizia persa, un’occasione mancata, un problema a lavoro, una ruota dell’automobile bucata, un autobus perso per un soffio, e persino un improvviso acquazzone che ci prende alla sprovvista,  giorno dopo giorno e anno dopo anno, finiscono per diventare delle verità assolute. Le esperienze passate infatti avvalorano queste nostre convinzioni.

Il problema sta nel fatto che una volta che un filtro mentale modifica la nostra realtà, anche la più piccola e stupida credenza può radicarsi fino al punto da sembrarci inestirpabile.

Possiamo mai controllare la nostra vita se lasciamo che questa dipenda da fattori esterni a noi?

Ok, anche se non vogliamo chiamarla: “sfiga”, è indiscutibile che una sorta di forza misteriosa a volte attraversa le nostre vite in maniera del tutto imprevedibile, e riesce a scombussolarci le giornate, quando non addirittura l’esistenza.

Ci sono un sacco di cose che non sono sotto il nostro diretto controllo, ed è evidente che il passo tra essere uno “sfigato”, o essere un “perdente”, è assai breve. Tuttavia, anche se non si riesce ad avere il controllo su tutto ciò che ci circonda, possiamo sempre scegliere di reagire in maniera diversa agli ostacoli e alle sfide che ci si parano di fronte.

Certo è che “credersi uno sfigato” sposta immediatamente il proprio focus mentale sulle cose che in passato non siamo riusciti a portare a termine. E purtroppo è assolutamente irrilevante che la credenza in questione sia vera o meno, perché in tutti i casi, verrà considerata dal nostro subconscio una verità assoluta, e le verità assolute, come sappiamo, hanno il brutto difetto di non essere mai messe in discussione.

Ma il problema non sono tanto le occasioni che fin ora ci siamo lasciati sfuggire, a causa delle nostre “credenze limitanti”, ma quelle che potremmo consapevolmente perdere se non decidessimo di cambiare direzione.

La vita va avanti per cui, da questo momento guarda avanti:

  • smetti di guardarti continuamente indietro;

  • assumi una postura eretta e corretta;

  • raddrizza le spalle;

  • tira un respiro profondo;

  • lascia andare ogni paranoia:

  • rafforza la Tua autostima e la Tua sicurezza interna;

  • sorridi a Te stesso;

a quel punto, la Tua fisiologia avrà già dato il via a quel cambiamento che auspichi per vivere al meglio la Tua vita.

Ora, Ti lascio con la domanda più importante: “Come vedi Te stesso in un prossimo futuro?”.

Non accontentarti perché meriti di più!

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Bruno Sapelli (Esperto in Comunicazione verbale e non verbale).

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In qualità di Formatore, sostanzialmente mi occupo di facilitare i processi di Comunicazione interpersonale e come Pranoterapeuta, rendo di fatto, anche a livello energetico, più robusta e funzionale la relazione tra le persone, in famiglia, o in azienda.

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[FriendZone] Non sai se ci sei finito dentro?

FriendZone

Per prima cosa, sappi che non sei né il primo, né l’ultimo a finirci dentro …

Personalmente, quando ero ragazzo, la “FriendZone” l’ho girata in lungo e in largo, e posso dire di conoscerla bene, motivo per cui nessuno meglio di me può farti da cicerone. 😉

Sai una cosa? Se siamo stati risucchiati dentro la “FriendZone” di una donna con tutte le scarpe, è facile che ci siano sfuggiti alcuni importanti segnali.

Vediamo insieme allora come ci siamo finiti.

Anche se si tratta di un termine inglese assai di moda negli ultimi tempi, molti potrebbero non sapere esattamente di cosa si tratta. Per cui, andiamo a vedere più da vicino.

La versione breve è che la “FriendZone” scatta quando ci si innamora di una persona che non ricambia il nostro interesse romantico o sessuale.

In pratica si finisce nella “zona di mezzo”, quando la persona che ci piace non percepisce i segnali che le lanciamo, oppure, li interpreta come semplici battute di spirito, o peggio ancora, li interpreta come normalissimi gesti di amicizia.

Mentre la versione elaborata dice che se ci siamo finiti dentro, con tutta probabilità abbiamo fatto una, o più, delle seguenti cose:

  • abbiamo risposto alla velocità della luce ad ogni suo messaggio, a qualunque ora del giorno e della notte;
  • l’abbiamo cercata sempre per primi;
  • l’abbiamo “martellata” continuamente con qualche nuova attività interessante da fare insieme;
  • ogni volta che l’abbiamo guardata ci siamo “illuminati” come un albero di Natale, senza prima aver creato una certa intimità fisica;
  • quando ci siamo avvicinati alla nostra Lei, non lo abbiamo fatto in modo deciso e sicuro;
  • nella nostra mente abbiamo progettato un futuro nel quale solo dopo abbiamo cercato di coinvolgere anche Lei;
  • le abbiamo lanciato soltanto complimenti velati;
  • abbiamo memorizzato ogni discorso parola per parola e ci siamo sentiti sempre iper-coinvolti anche durante la discussione più stupida e noiosa;
  • abbiamo fatto una spietata ironia su noi stessi per farla divertire, e per di più siamo stati eccessivamente disponibili nei suoi confronti;
  • ci siamo mostrati insicuri di noi stessi e non abbiamo mai flirtato con Lei in modo esplicito.

Certo:

  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei ha cominciato a parlare di “organizzare un incontro per noi” con una delle sue amiche;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei per descriverci con le sue amiche ha usato aggettivi come: “amichevole”, “adorabile”, “dolcissimo” (gli stessi in pratica che usa anche per descrivere il suo cane);
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei risultava in evidente imbarazzo quando siamo usciti insieme per quello che soltanto noi abbiamo considerato “un appuntamento”;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei ci ha ripetuto in più di un’occasione la mitica frase: “sei un amico fantastico”;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui, banalmente, le sue amiche ce lo hanno detto proprio in faccia che Lei non era interessata a noi;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei ha detto che non si sentiva affatto a disagio e ci ha spiattellato tutto di sé;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei, senza peli sulla lingua, ci ha raccontato della sua vita sentimentale e sessuale;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei ci ha chiesto di sbrigare tutte quelle “commissioni” che non avrebbe di certo chiesto ad un vero fidanzato;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui Lei, quasi con noncuranza, si è svicolata da quel nostro abbraccio;
  • probabilmente, avremmo dovuto accorgerci che eravamo finiti nella sua “FriendZone”, nel momento in cui tentammo di metterle un braccio sulla spalla, e Lei si allontanò facendoci capire chiaramente che con non gradiva quel tipo di contatto.

Come abbiamo visto i campanelli d’allarme sono sempre piuttosto evidenti, ma chissà per quale strana ragione, chi finisce dentro la fatidica “FriendZone”, fatica a riconoscerli, così molti uomini, violando le regole della Seduzione, si ritrovano letteralmente risucchiati al suo interno, come ad esempio quando in discoteca incontrano la furbetta di turno che civetta con loro solo per poter beneficiare di alcuni vantaggi come un drink, un passaggio in auto, o per la compagnia nei suoi momenti di solitudine, e loro cominciano a elargire, senza che queste gliela diano mai.

Ovviamente, non è colpa Tua, né tanto meno Sua.

Tu, probabilmente non hai ancora appreso le regole (scritte e non scritte) in merito alla Seduzione, e Lei a buon diritto difende la Sua intimità.

E a proposito di quest’ultima, la parte difficile non è entrare nello spazio intimo di un’altra persona, ma permanerci.

Comunque, tornando a noi, spero Tu non abbia avuto la “brillante idea” di confessare alla Tua bella i Tuoi sentimenti per Lei (cosa che se non hai già fatto, Ti sconsiglio assolutamente di fare) perché scopriresti soltanto che quest’ultimo gesto disperato non farebbe altro che allontanarla ulteriormente da Te.

Alla meglio, la sentiresti propinarti la solita scusa, che è sempre quella che ha “paura di rovinare una così bella amicizia”, e con questa liquiderebbe la questione.

Oppure, come più spesso accade in questi casi, assisteresti al triste epilogo della “vostra amicizia”, tra imbarazzi, figuracce ed una spiacevole sensazione di disagio crescente.

Meglio allora chiamarsi fuori con la scusa di avere poco tempo da dedicarle. Chissà, magari, rimanendo in buoni rapporti, potresti un domani avere un’altra chance. E se farai tesoro dei consigli che trovi su questo sito, di certo quella chance non la sprecherai. 😉

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Bruno Sapelli (Esperto in Comunicazione verbale e non verbale).

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Puoi farlo con tutte le ragazze che vuoi

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… a patto, ovviamente, che Tu sappia come farlo.

Posso chiederti se hai mai avuto una storia d’amore per la quale hai lottato con tutte le Tue forze ma che alla fine è terminata comunque, senza che Tu potessi farci assolutamente nulla?

Oppure, se Ti sei mai ritrovato a vivere una storia d’amore che sapevi già essere fallimentare in partenza, perché tutti quanti (a parte Te, ovviamente) la davano come una storia senza speranze?

O ancora, se Ti senti ancora legato a una storia d’amore dalla quale sei uscito segnato per sempre, ma che anche se Ti ha fatto stare seriamente male, la rivorresti lo stesso?

Se ci sei passato anche Tu, forse, Ti sarai chiesto cosa ha causato tutto quell’inferno che hai dovuto vivere?

E io, una possibile risposta ce l’avrei, forse, hai permesso anche Tu che nel Tuo giardino interiore ci crescesse di tutto e di più!

Sai, non possiamo aspettarci di vedere sbocciare gemme di positività nella nostra vita se nella nostra mente non sono stati piantati i semi che possono dare vita a quei cambiamenti positivi che tanto desideriamo, o se permettiamo all’erbaccia di soffocare il nostro Secret Garden.

Ora per farti meglio comprendere Ti chiedo: immagina che ciò che vorresti ottenere da una ragazza (Amore, sesso, stima, fiducia, qualsiasi cosa), fosse come una nocciolina; sai bene che se fosse così, per ottenerla dovresti prima di ogni cosa, rompere il suo guscio.

Quindi, d’ora in poi, non puntare più scioccamente alla nocciolina, ma al guscio, e appena avrai trovato il modo per romperlo, è sicuro che otterrai la Tua nocciolina (qualunque cosa questo rappresenti per Te)!

Semplice, vero!?

Beh, non tanto, ad essere sinceri!

Perché il “guscio” di cui parlo io è quello in cui, in questo momento, sei racchiuso Tu!

Ma non preoccuparti, io sono qui per aiutarti, e insieme, Te lo assicuro, quel guscio che ora Ti sta impedendo di realizzare il Tuo desiderio, riusciremo facilmente a romperlo!

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Assicurati che il Tuo CONTO CORRENTE emozionale non vada mai IN ROSSO

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Ogni volta che incontriamo (o conosciamo) qualcuno, come ci ricorda Stephen R. Covey nel libro “I sette pilastri del successo”, effettuiamo virtualmente o un prelievo, o un versamento sul nostro “conto corrente emozionale”.

Effettuiamo un versamento positivo sul nostro “conto corrente emozionale” ogni volta che ci comportiamo in modo positivo nei confronti di qualcuno, ad esempio, quando concediamo un piccolo favore a qualcuno, quando facciamo un semplice complimento, o anche quando portiamo a termine con successo un compito assegnatoci.

Al contrario, effettuiamo un prelievo da nostro “conto corrente emozionale” ogni volta che giudichiamo qualcuno, non rispettiamo un appuntamento, o la parola data.

Ovviamente, se il nostro “conto corrente emozionale” è pieno che versa probabilmente non ci faremo nemmeno troppo caso, ma se i continui prelievi stessero via via prosciugando il nostro “conto corrente emozionale”, allora, ci faremo caso eccome.

Ecco perché bisognerebbe prestare sempre molta attenzione alla gestione del nostro “conto corrente emozionale”, cercando di non prelevare mai senza avervi prima versato.

E siccome è molto più difficile, recuperare il rapporto con una persona a cui teniamo, partendo con il conto “in rosso”, è saggiamente conveniente abituarsi a versare sul proprio “conto corrente emozionale”, anche con piccoli gesti, ogni volta che ne abbiamo l’occasione.

immagina come cambierebbe la Tua vita se grazie ad una sorta di Agopuntura Emozionale, potresti finalmente prendere il controllo del Tuo stato interiore e vivere in perfetta armonia a prescindere da ciò che accade al di fuori…

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Vuoi dare al Tuo Rapporto di Coppia un’accelerazione fuori dal comune?

Vuoi dare al Tuo Rapporto di Coppia un’accelerazione fuori dal comune?

Hai mai pensato a come cambierebbe il Tuo Rapporto di Coppia se:

  • riuscissi a tagliare via una bella fetta di stress e cominciassi ad agire con più tenacia, più forza e più determinazione…

  • riuscissi a rimanere concentrato più a lungo sui Tuoi obiettivi, mentre di concerto vedessi migliorare anche il Tuo stato di salute su tutti i livelli…

  • riuscissi a gestire e trasformare le Tue emozioni negative, e superassi con più facilità gli ostacoli e conflitti interiori, ritrovando finalmente pace ed equilibrio…

  • riuscissi ad espandere la Tua energia e il Tuo magnetismo personale tanto da entrare senza difficoltà in empatia con le altre persone…

Premesso che io posso aiutare solo chi vuole essere davvero aiutato (perché in fondo sarai sempre Tu a dover AGIRE in prima persona) …

immagina come cambierebbe la Tua vita se grazie ad una sorta di Agopuntura Emozionale, potresti finalmente prendere il controllo del Tuo stato interiore e vivere in perfetta armonia a prescindere da ciò che accade al di fuori…

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Siamo stati programmati geneticamente per non cambiare noi stessi?

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In parte è proprio così, siamo stati programmati geneticamente per non cambiare noi stessi, ed è uno dei motivi per cui occorre sforzarsi così tanto per far entrare nella nostra testa dei concetti nuovi. A volte sembra che le pareti del nostro cervello faccia un’enorme fatica ad espandersi per accogliere pensieri diversi e ragionamenti fuori dall’ordinario. E se a questo aggiungiamo il fatto che i nostri neuroni, almeno inizialmente, seguono un processo opposto a quello da noi desiderato, abbiamo di che rallegrarci.

Quando si va in contro al cambiamento, il nostro cervello sembra elaborare solo a tratti le nuove informazioni e solo a tratti a sostenere il carico delle emozioni intense che le accompagnano e questo accade principalmente perché accettiamo con difficoltà le cose che non conosciamo.

Sappiamo che la nostra mente è frenetica, infatti non è mai disposta ad aspettare il tempo necessario. Vogliamo tutto e subito e non abbiamo la pazienza di continuare per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Ed è qui che molti di noi si perdono. Quelli invece che riescono a superare indenni questa prima fase, si trovano di fronte alle opportunità che i primi non sono stati in grado di cogliere.

Ad alcuni, il cambiamento potrebbe fare una gran paura, mentre altri potrebbero invece esserne esaltati. E comunque, in entrambi i casi, si dovrebbe cercare di rimanere calmi e sereni, perché per arrivare velocemente alla meta servono:

  • serenità
  • concentrazione
  • flessibilità e
  • perseveranza

tutte cose utili per superare con successo la fase iniziale, proprio quella in cui ci sembrerà di aver fatto tanto e di non aver ottenuto nulla.

Tuttavia, la buona notizia è che nella fase iniziale, il cambiamento è già in atto e nel nostro corpo ogni singola cellula si sta preparando e organizzando per accogliere quella che sarà la nuova versione di noi stessi.

Studi e ricerche ci dicono che se siamo disposti a tollerare, quel disagio iniziale (quello che comporta l’uscita dalla nostra comfort zone), anche quando i risultati non sono subito visibili, in pochissimo tempo, potremmo cambiare tutto quello che nella nostra vita non va.

Ora, se sei disposto a tollerare quel disagio iniziale sappi che potrai arrivare in breve tempo a manifestare proprio quei risultati tangibili che Ti auspichi di ottenere, per cui…

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QUANTO CONTA LA NOSTRA PROGRAMMAZIONE SUBCONSCIA IN AMORE?

programmazione-subconscia-in-amore

Trova sempre il tempo per ciò che ami e vedrai accadere ogni giorno qualcosa di meraviglioso.

– B.Sapelli

Ci sono comportamenti consci e comportamenti inconsci che mettiamo in atto quando vogliamo costruire una relazione di coppia amorevole.

Il più delle volte siamo totalmente inconsapevoli dei nostri comportamenti subconsci, ma il fatto curioso è che quelle poche volte in cui invece li notiamo, ne prendiamo subito le distanze accollando a qualcun altro il fallimento delle nostre relazioni.

Quando, ad esempio, ci focalizziamo per definire le caratteristiche che deve avere il partner di cui siamo in cerca siamo sempre molto attenti ed accurati nello stilare la lista di pregi che deve avere:

  • amorevole

  • espansiva/o

  • spirituale

  • buon senso dello humor

  • simpatica/o

  • onesta/o

  • lavoratrice/tore instancabile

  • dolce

  • sana/o

  • in forma

  • ecc.,

mentre quando si tratta di valutare noi stessi, e più ancora, se il nostro comportamento sia compatibile o meno con il tipo di partner che desideriamo, lo siamo molto meno.

E che dire dei comportamenti di cui nemmeno siamo consci?

Magari consciamente vogliamo costruire una relazione amorevole e siamo determinati a trovare una compagna o un compagno che esprima quelle caratteristiche amorevoli che avremmo voluto osservare nella nostra famiglia d’origine. E se il nostro inconscio avesse assorbito anche solo un pochino di quella amarezza che poteva regnare in casa tra i nostri genitori, potrebbe decidere (per una sorta di strana protezione) di mettere in atto un comportamento tale da respingere qualunque candidata o candidato che esprima quei tratti amorevoli ricercati, finendo per farci auto-sabotare in amore.

Con la nostra mente conscia, potremmo infatti pensare a noi stessi come le persone più amorevoli che conosciamo, tuttavia, i programmi subconsci che plasmano la nostra vita per la maggior parte del tempo, potrebbero non essere così amabili. Tanto è vero che quando vogliamo qualcosa, il nostro cervello è capace di rimuginare su almeno un centinaio di modi per interferire con i nostri piani.

Ormai sappiamo che i pensieri che abbiamo condizionano fortemente le nostre scelte e le nostre azioni, per questo motivo se davvero vogliamo cambiare qualcosa nella nostra vita, e nel nostro modo di vivere una relazione d’amore, dobbiamo necessariamente iniziare con il cambiare prima di tutto i nostri pensieri.

E se i nostri pensieri non cambiano, allora non cambieranno nemmeno le nostre azioni, e di conseguenza non vedremo accadere le cose che ora potremmo ritenere scioccamente impossibili.

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